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La liturgia nel Tempo di Natale

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Canti per la liturgia - Tempo di preghiera

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Il Natale, come celebrazione, è il ricordo, reso attuale nella Liturgia (memoria), della nascita di Cristo, a Betlemme, nella pienezza dei tempi. Egli nasce per noi, per farci diventare figli di Dio, riconciliandoci con Lui.

La liturgia natalizia mette in rilievo la luce di Gesù, che risplende sul mondo, la sua umanità e la sua divinità.

Le Messe, a Natale, sono quattro: una vespertina, nella vigilia, e tre nel giorno: nella notte, all’aurora, nel giorno avanzato. 

Il tempo di Natale comincia con l’apertura della festività, la sera della vigilia del 25 Dicembre, e arriva fino alla Domenica che segue l’Epifania, dedicata alla commemorazione del Battesimo del Signore. Nella liturgia latina, Natale è la celebrazione della gioia dell’Incarnazione, ma in relazione con l’eterna nascita (la generazione senza inizio) del Verbo di Dio che era presso il Padre. Di qui l’importanza data al prologo di San Giovanni.

Per l’Epifania, l’Occidente ha conservato dell’Oriente soprattutto la manifestazione ai pagani nell’adorazione dei Magi, dal momento che la celebrazione del battesimo è oggetto di una festività particolare. Gli aspetti umani del mistero, divenuti tanto cari all’Occidente (celebrazione dell’infanzia, della maternità divina, adorazione dei pastori, mistero della Santa Famiglia) hanno ciascuno il proprio posto, così come la commemorazione del massacro degli innocenti e le molte festività dei santi (Santo Stefano, San Giovanni Evangelista).

Il canto del Gloria è indicato durante tutto il tempo natalizio.

Non dobbiamo cadere nell’errore di cantare sempre canti popolari natalizi. Il loro carattere classico ci aiuta ad inserirci nella tradizione della prima evangelizzazione, però non sempre illuminano il mistero del Natale. Si possono utilizzare, per esempio, durante la presentazione dei doni oppure durante l’adorazione popolare al Bambino Gesù.


Il tempo di Natale nei documenti della Santa Chiesa

Il tempo di Natale inizia con i primi Vespri del Natale del Signore e termina con la domenica dopo l’Epifania. In esso la “Chiesa celebra il mistero della manifestazione del Signore: la sua umile nascita a Betlemme, annunciata ai pastori, primizia dell’Israele che accoglie il Salvatore; l’epifania ai Magi, «giunti da Oriente» (Mt 2, 1), primizia dei gentili, che nel neonato Gesù riconoscono e adorano il Cristo Messia; la teofania presso il fiume Giordano, in cui Gesù è proclamato dal Padre «figlio prediletto» (Mt 3, 17) e inaugura pubblicamente il suo ministero messianico; il segno compiuto a Cana con il quale Gesù «manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui» (Gv 2, 11)” Dal Direttorio su Pietà popolare e Liturgia al n. 106

La celebrazione del Natale, nei suoi quattro formulari per l’Eucarestia e nei testi della Liturgia delle Ore, offre un percorso graduale di introduzione al mistero.
“Dopo l’annuale rievocazione del mistero pasquale, la Chiesa non ha nulla di più sacro della celebrazione del Natale del Signore e delle sue prime manifestazioni”.
Dalle Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario al n. 21

Nel Tempo natalizio, oltre le celebrazioni “che ne danno il senso primordiale, ne ricorrono altre che hanno stretto rapporto con il mistero della manifestazione del Signore:

  • il martirio dei Santi Innocenti (28 Dicembre), il cui sangue fu versato a causa dell’odio verso Gesù e del rifiuto della sua signoria da parte di Erode;
  • la memoria del Nome di Gesù, il 3 Gennaio;
  • la Festa della Santa Famiglia (Domenica fra l’ottava), in cui viene celebrato il santo nucleo familiare nel quale «Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2, 52);
  • la Solennità del 1° Gennaio, memoria intensa della maternità divina, verginale e salvifica di Maria;
  • e, se pure fuori dai limiti del Tempo natalizio, la festa della Presentazione del Signore (2 Febbraio), celebrazione dell’incontro del Messia con il suo popolo, rappresentato da Simeone e Anna, e momento della profezia messianica di Simeone”.
    Dal Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia al n. 107

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Tempo di preghiera

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