IV Domenica di Pasqua – Anno A

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LETTURE: At 2,14a.36-41; Sal 22; 1 Pt 2,20b-25; Gv 10,1-10

Indicazioni Liturgiche

Il Signore risorto si presenta a noi, in questa Quarta Domenica di Pasqua, come il buon pastore, la porta delle pecore. L’immagine del pastore che guida e protegge il suo gregge è usata da Gesù stesso per presentare la sua missione. Era una immagine familiare nell’ambiente di Gesù e anche nelle Scritture di Israele, in particolare nella preghiera dei Salmi. L’immagine del pastore buono, contrapposta a quella del mercenario indifferente, richiama anche una profonda esperienza di fede: ci parla della responsabilità di tutti all’interno della Comunità cristiana e, in particolare, della responsabilità di quanti svolgono un ministero di guida. Il servizio dell’amore è la via attraverso la quale continua l’azione del Risorto nel mondo e nella Chiesa.

Gesù è l’unico pastore del gregge. È il pastore per eccellenza, il modello di ogni pastore. La missione caratteristica di Gesù è quella “di tirar fuori”, “far uscire” il suo popolo per offrirgli la “sua” vita “con” il Padre. Egli dona la vita impegnando il discepolo a seguirlo. Qui sta l’impegno concreto che l’Eucaristia esige (cfr. Gv 21,15). La bontà non è una decorazione, è capacità di condividere la vita degli altri, di farsi “attraversare” dalla vita degli altri, di dare la vita per la salvezza degli altri. Cristo non è un mercenario, è pastore come lo sono il Papa, il Vescovo, il Presbitero… Ma lo possono essere anche il padre, la madre, il maestro, l’imprenditore, il politico, il capo ufficio, il catechista e ognuno che a vario livello ha una responsabilità nei riguardi dei fratelli. Essere “per Cristo, con Cristo e in Cristo” è trovare il nostro “amen”, la pienezza e la realizzazione totale di noi stessi. L’Eucaristia è il segno in cui ritroviamo noi stessi in Dio, possiamo riversare il nostro amore per Dio e per i fratelli, riprendere fiato per il cammino quotidiano, lasciarci purificare per essere ogni volta di più immagine e specchio di Cristo buon Pastore.

Si curi la “solennità” della Celebrazione, come già indicato nelle Domeniche precedenti: si sostituisca opportunamente l’Atto penitenziale con il rito di aspersione con l’acqua benedetta. Si usi l’incenso. Si faccia la professione di fede battesimale, come nella Veglia pasquale. Si distribuisca la comunione ai fedeli sotto le due specie.

Nella processione introitale venga intronizzato solennemente l’Evangeliario, così come al momento della proclamazione del Vangelo. Risulta opportuno ricordare oggi che l’Evangeliario e i Lezionari sono strumenti importanti della celebrazione cristiana, perché servono per proclamare ed accogliere la parola di Dio. Devono, quindi, risultare belli e trattati con rispetto e non fogli o fotocopie: è Cristo che «è presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura» (Sacrosanctum Concilium, 7). L’ambone, assieme all’altare, costituisce il polo fondamentale di ogni celebrazione. È il luogo della Parola di Dio! L’importanza della Parola di Dio esige che vi sia nella chiesa un luogo adatto dal quale essa venga annunciata, e verso il quale, durante la Liturgia della Parola, spontaneamente si rivolga l’attenzione dei fedeli. Conviene che tale luogo generalmente sia un ambone fisso e non un semplice leggio mobile. Dall’ambone si proclamano le Letture, il Salmo responsoriale e il Preconio pasquale; ivi, inoltre, si può tenere l’omelia e la preghiera universale o dei fedeli. All’ambone non si accostino mai e per nessun motivo il commentatore, il cantore o l’animatore del coro! Dall’ambone nessuno, per nessun motivo può comunicare avvisi.

I canti scelti per questa Liturgia richiamino indiscutibilmente l’indole pasquale della celebrazione, il valore del Cristo-Pastore e del gregge, la dimensione vocazionale della nostra vita.

PROPOSTA CANTI

Introito:

– Porta regale (Celebriamo Cristo)

– Ti seguiremo (Tu sei la via)

– Agnello e pastore (Signore nostra Pasqua)

– Oggi è risorto (Pasqua)

– Popolo regale (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Cantico dell’Agnello (Cristo è risorto)

Aspersione:

– Ecco l’acqua (O notte gloriosa)

– O Fonte di vita (Pasqua)

– Ecco l’acqua (G. Liberto)

– Ecco l’acqua che dona la vita (Veglia pasquale)

Presentazione dei doni

– Tu sei la porta santa (Celebriamo Cristo)

– Benedetto sei tu, Signore (Rep. Naz. Canti Liturgici)

Comunione

– Perché tu sei con me (Cerco il tuo volto)

– Cristo nostra pasqua (O notte gloriosa)

– Il Signore è il mio Pastore (Benedici il Signore)

– Signore sei tu il mio pastore (Noi tuo popolo)

Finale

– La tua Chiesa (Celebriamo Cristo)

– Alleluia, Cristo è risorto (Alleluia, è risorto)

– Cristo mia speranza è risorto (Pasqua)

– Ti seguirò (Benedici il Signore)

– Regina Caeli (Anonimo XVIII Secolo)

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Tempo di preghiera

La preghiera è un cammino che ci porta verso Dio. E' un percorso impegnativo che, a volte, sembra essere superiore alle nostre forze e capacità. Ma con il Suo aiuto possiamo cercare di intraprendere questo viaggio con il sostegno della Chiesa, coi suoi Sacramenti e con i nostri fratelli. Buona preghiera.

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