XXXI Domenica del T.O – Anno B

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XXXI Domenica del T.O – Anno B

 

LETTURE: Dt 6,2-6; Sal 17; Eb 7,23-28; Mc 12,28b-34


Indicazioni Liturgiche

La Parola di Dio ci accompagna oggi nella meditazione dell’Amore che l’uomo prova verso Dio. «Temi il Signore tuo Dio» è l’esortazione che Mosè rivolge al popolo, sottolineando un aspetto caro alla spiritualità ebraica. Il timore di Dio è uno degli aspetti più profondi dell’amore. L’uomo ama Dio come il figlio ama il padre. La riverenza verso Dio e il riconoscimento della sua potenza è basata nell’amore, non sulla paura. La docile obbedienza dell’uomo che ama Dio nasce nella sua libertà, mai dalla coercizione. Amare Dio è riconoscere la maestà del Signore che si è rivelata nella storia di Israele e in Gesù; porta l’uomo a credere in lui, ad adorarlo, ad osservare i suoi comandamenti. Per questo per un ebreo il rispetto della legge nasce dall’amore; per questo motivo lo Shemà Israel è la sintesi di tutti i precetti, il loro senso, la loro anima. Ma non si può amare Dio se non amando i fratelli; i due precetti di Gesù sono inseparabili e guidano su binari precisi la vita cristiana. Un precetto non può esistere senza l’altro: «Amando secondo l’amore il fratello, lo amiamo secondo Dio» (S. Agostino). Nella dottrina di Gesù il prossimo non è un’ombra trasparente, un mezzo utile all’uomo per dimostrare il proprio amore per Dio. Il prossimo c’è; con le sue necessità, la sua personalità, la sua umanità. L’insegnamento di Gesù ha una portata universale e indica con chiarezza il fondamento della vita cristiana. Proprio su questo principio la Chiesa si è fatta serva degli uomini, adempiendo al proprio compito caritativo. Con facilità si può conoscere quante siano le opere in favore dei poveri, sperando ragionevolmente che non mancheranno iniziative di solidarietà in futuro. Il fatto che constatiamo deve però richiamare la Chiesa a non fraintendere il senso dell’amore per il prossimo. Non si tratta solo di prodigarsi in favore dei poveri; questo è certamente bene, ma attenzione a non slegare la carità dall’amore di Dio!

Laddove non avviene di consueto, non si trascuri l’uso dell’Evangeliario, portato in processione con ceri e incenso.

Questa Domenica segue immediatamente la solennità di Tutti i Santi e la Commemorazione dei fedeli defunti. I fedeli, specialmente coloro che recentemente hanno affrontato un lutto in famiglia o tra gli amici, vivono con mestizia queste giornate. La Liturgia odierna tenga conto di queste situazioni: nel contesto della comunione con il Signore e dell’amo­re rivolto a tutti possiamo cogliere anche il desiderio della co­munione dei Santi che ci fa sentire vicino i nostri cari defunti.

 

PROPOSTA CANTI

Introito

– Beati quelli che ascoltano (Nella casa del Padre)

– Cristo è presente (Cristo è vita)

– Lampada per i miei passi (O Croce nostra Speranza)

– Ascolterò (Tu sarai profeta)

 

Presentazione dei doni

– La vera gioia (Non di solo pane)

– Dove la carità è vera (Cristo è nostra Pasqua)

– Beato l’uomo (O Croce nostra Speranza)

 

Comunione

– Questo è il mio comandamento (Signore è il suo nome)

– O Amore ineffabile (Cristo nostra salvezza)

– Amatevi, fratelli (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Con amore infinito (Rep. Naz. Canti Liturgici)

 

Finale

– Pane per noi spezzato (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Dio è amore (Canterò al Signore)

– Testimoni dell’amore (Alleluia, è risorto)

 

 

 

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Tempo di preghiera

La preghiera è un cammino che ci porta verso Dio. E' un percorso impegnativo che, a volte, sembra essere superiore alle nostre forze e capacità. Ma con il Suo aiuto possiamo cercare di intraprendere questo viaggio con il sostegno della Chiesa, coi suoi Sacramenti e con i nostri fratelli. Buona preghiera.

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