XXV Domenica del T.O – Anno B

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XXV Domenica del T.O – Anno B

 

LETTURE: Sap 2,12.17-20; Sal 53, Gc 3,16-4,3, Mc 9,30-37

 

Indicazioni Liturgiche

La Parola di Dio ci ricorda che la storia cristiana si radica nel momento perdente e drammatico della crocifissione di Cristo. Il cristianesimo, infatti, nasce proprio là dove il “palo” fu piantato sul cranio di Adamo e qualcuno, poi, a pochi passi di lì, trovò la tomba. Il Servo offre la vita in questa prospettiva facendo esplodere la più drammatica contraddizione evangelica ed ecclesiale; da un lato ci si incontra con il Servo sofferente, dall’altro i dirimpettai che, sebbene suoi discepoli, sono preoccupati del prestigio. E più la croce si avvicina, più si acuisce la distanza tra Cristo e i discepoli!

Alla Chiesa è chiesto dal dolore del tempo presente, dall’assenza di speranza — vera lebbra dell’anima — l’audacia di gesti significativi nella sequela del “Cristo-servo-abbandonato”. Solo il “Cristo servo” è la pienezza dei secoli eterni, è la folle bellezza, la sola vera novità della storia. Dobbiamo scendere dalle altalene dei nostri pressapochismi per rivestirci dello stile del servizio emblematicamente visualizzato dalla croce, mai ritenuta da Cristo come una fatalità subita, ma sempre vissuta come una fedeltà sposata.

Ritorniamo con il Signore sul cammino indicato. Lontano dalla croce, saremmo lontani dalla vita. Egli ci aiuterà a superare la voglia di ritagliarci una nostra “piccola grandezza”, ci aiuterà a salire con Lui a Gerusalemme per celebrare la sua e la nostra Pasqua. Solo allora troveremo la vera grandezza. Il messaggio evangelico sollecita a camminare speditamente verso Gerusalemme e a capire chi sia veramente grande. I discepoli sentono il peso della loro umanità che blocca o spinge a fare ciò che è comune e facilmente accettabile. Gesù orienta verso nuovi orizzonti, con una parola forte e suadente e, soprattutto, con l’esempio della sua vita (Vangelo). La vita di tanti giusti, come Gesù, bistrattati dall’arroganza dei malvagi, sembra un fallimento, se guardata con i semplici occhi del tempo. Con la misura dell’eternità, quella stessa vita assume tutt’altro spessore, perché fiorisce in quel Dio che assicura successo pieno e duraturo (Prima Lettura).

La vita è sempre una scelta in bilico tra una sapienza umana e una divina. I risultati sono ben diversi: se è una sapienza umana, i frutti saranno quelli amari del rancore e della discordia; se, invece, è una sapienza divina, regnerà la pace e i frutti saranno di tutt’altro sapore (Seconda Lettura).

Si curi il silenzio prima della proclamazione delle letture e dopo l’omelia, così che la Parola trovi vera accoglienza. I canti richiamino il tema del servizio, del sacrificio per gli altri, del dono incondizionato dell’amore anche dentro la prova.

 

 

PROPOSTA CANTI

Introito

– Ecco il mio servo (Ti cerco Signore mia speranza)

– Cristo Gesù Salvatore (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Alzerò i miei occhi (Tu sarai profeta)

– Chiesa del Risorto (O Luce radiosa)

 

 

Presentazione dei doni

– Benedetto il Signore (Come figli di un unico Padre)

– Dove la carità è vera (Cristo è nostra Pasqua)

– Segno di unità (Eucaristia. Cuore della Domenica)

– Ubi caritas (L’amore più grande)

 

 

Comunione

– Ecco il mio servo (Tu sarai profeta)

– Manna di luce (Cristo ieri oggi sempre)

– Fior di frumento (Eucaristia. Cuore della Domenica)

– Pane vivo spezzato per noi (Rep. Naz. Canti Liturgici)

 

 

Finale

– Ti seguirò (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Testimoni dell’amore (Alleluia, è risorto)

– Passa questo mondo (Rep. Naz. Canti Liturgici)

 

 

 

 

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Tempo di preghiera

La preghiera è un cammino che ci porta verso Dio. E' un percorso impegnativo che, a volte, sembra essere superiore alle nostre forze e capacità. Ma con il Suo aiuto possiamo cercare di intraprendere questo viaggio con il sostegno della Chiesa, coi suoi Sacramenti e con i nostri fratelli. Buona preghiera.

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