Domenica delle Palme e della Passione del Signore – Anno A

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Domenica delle Palme e della Passione del Signore – Anno A

 

LETTURE: Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Mt 26,14-27,66

 

Indicazioni Liturgiche

La Domenica delle Palme e della Passione del Signore ci introduce alla Settimana Santa. E la contraddizione è evidente: Gesù entra in Gerusalemme da “trionfatore” per esservi condannato a morte solo pochi giorni dopo.

La celebrazione di oggi è il risultato della fusione di due diverse tradizioni liturgiche. La prima si situa a Gerusalemme, che privilegia la memoria degli eventi di Cristo nei luoghi e nelle ore in cui si sono storicamente verificati; per cui la Domenica che precede la Pasqua commemora, secondo la cronologia evangelica, l’ingresso trionfale di Gesù nella città santa. L’altra tradizione liturgica è quella romana, che in questa Domenica celebra la Passione del Signore, quasi in un preludio che anticipa nella sintesi ciò che nel Triduo pasquale si celebrerà in più giorni. L’unione delle due tradizioni struttura la celebrazione in due parti: la commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme e poi la Celebrazione Eucaristica “della Passione del Signore”.

La celebrazione odierna è una delle più popolari dell’anno. Ci sono volti nuovi e altri già noti, che nelle celebrazioni della Settimana santa arricchiscono con la loro presenza la nostra Comunità radunata. Vengono per prendere il ramoscello d’ulivo la Domenica delle palme, l’acqua benedetta a Pasqua… e forse hanno qualche difficoltà a orientarsi nello spazio celebrativo. Possiamo certamente fare qualcosa per tutti, rendendo la nostra accoglienza più attenta e calorosa, attraverso dei piccoli servizi: per esempio, possiamo prevedere che qualcuno distribuisca dei rami di palma e/o ulivo unitamente ai foglietti con i canti; altri possono dare con molta discrezione delle indicazioni circa gli spazi per la celebrazione, ecc.

C’è un gesto che caratterizza questo giorno e che, di fatto, attira numerose presenze: la processione con i rami di ulivo. Essa gode di un’origine molto antica.

La proclamazione della Passione richiede alcune attenzioni perché risaltino la centralità e l’importanza della Parola. Innanzitutto, i lettori: timbro di voce e qualità di lettura non sono da trascurare; per questo si raccomanda di affidare per tempo il servizio di lettore a chi lo può svolgere con migliore competenza e preparazione. In secondo luogo, la lettura a più voci risponde meglio alla narrazione evangelica e si presta ad una maggiore partecipazione. In terzo luogo, la partecipazione dell’assemblea va favorita anche attraverso indicazioni sobrie ma precise: per esempio, circa lo stare in piedi o potersi sedere, con inviti alla genuflessione o al momento di silenzio all’annuncio della morte di Gesù, oppure circa altri atteggiamenti adeguati al momento. Non si tralascino i gesti che esprimono la partecipazione dell’assemblea. Così ci si metterà in ginocchio dopo la narrazione della morte di Gesù: non si abbia paura di prolungare questo momento con uno spazio di silenzio.

Il momento del congedo può far percepire in modo distinto che è cominciata la Settimana Santa. Per questo sarà opportuno ricorrere al formulario della benedizione solenne e a qualche parola che accompagni i fedeli, segnalando l’importanza dei riti che si stanno per compiere.

Oggi non possono mancare i segni della festa e dell’adorazione: i ceri, l’incenso, la Croce splendente. In chiesa non ci siano assolutamente fiori, ma rami di ulivo e di palma.

La Croce di Cristo è al centro della convocazione dell’assemblea: è verso di lei che ci si volge nei momenti delle acclamazioni; è al suo seguito che si snoda la processione del popolo di Dio.

Si illustri bene ai fedeli il gesto di portare nelle proprie case un rametto di ulivo e di appenderlo accanto al Crocifisso o ad un’immagine sacra. Esso ricorda ad ognuno il compito di essere un operatore di pace lì dove si trova a vivere, un servo di quella pace che ci è stata donata grazie al sacrificio di Cristo.

Si comunichi e consegni ai fedeli (meglio se è stato già fatto a cominciare da Domenica scorsa) il calendario completo di tutti gli appuntamenti della Settimana Santa, comprendendo, naturalmente, la Messa crismale del Giovedì santo in Cattedrale e gli orari in cui sarà possibile celebrare “con calma” il Sacramento della Riconciliazione, dando dignità alla celebrazione del suddetto Sacramento. Non sarà opportuno, infatti, celebrare questo Sacramento “frettolosamente”, immediatamente prima della azioni Liturgiche. Nel rendere noti gli orari della Settimana santa, si insista sull’importanza della partecipazione; è, infatti, un’occasione per imparare quanto siano centrali, nell’Anno Liturgico, i giorni della Pasqua, in particolare la santa Notte, “madre di tutte le Veglie”. Essa è una notte grande che dà senso alla notte di Natale, sebbene ancora noi non lo abbiamo compreso.

Nei primi giorni della santa Settimana, se non è stato fatto in Quaresima, potrà aver luogo una celebrazione comunitaria del Sacramento della Riconciliazione, così che tutti giungano ben disposti a celebrare la Pasqua. Tutti coloro che possono partecipare ciascun giorno alla Liturgia Eucaristica e delle Ore, seguiranno in questi giorni Gesù momento per momento, rivivendo sacramentalmente e, pertanto, realmente la sua Passione, morte, sepoltura e risurrezione.

Nel preparare le celebrazioni della Settimana Santa ed, in particolare, del Triduo Pasquale, purtroppo capita spesso di rimanere impantanati nel ricercare “novità” vuote e senza senso. Una corretta e bella celebrazione di questi giorni può avvenire solo e soltanto attenendosi scrupolosamente alle rubriche del Messale Romano ed a quando ci suggerisce la Lettera circolare “Paschalis sollemnitatis” (come già raccomandato). Sarà questo il modo migliore per rendere veramente fruttuosi per noi e per i cristiani delle nostre Comunità ecclesiali i giorni centrali dell’Anno liturgico. Soprattutto si valorizzi la ricchezza dei “segni” che scandiscono le Liturgie, compiendoli senza fretta e con il dovuto spazio di silenzio e di raccoglimento.

 

PROPOSTA CANTI

Accoglienza:

– Hosanna (Tu sei bellezza)

– Entriamo a Gerusalemme (Guidati nel deserto)

– Osanna al Figlio di David (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– A te gloria (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– A te sia gloria (Rep. Naz. Canti Liturgici)

 

Processione

– Le folle degli Ebrei / Pueri Hebraeorum (gregoriano)

– Pueri Hebraeorum (O Croce nostra Speranza)


Introito

– Gloria laus (O Croce nostra Speranza)

– Benedetto colui che viene (O Croce nostra Speranza)

– Christus vincit (Palme)

– Sollevate porte i vostri frontali (Stillate cieli dall’alto)

– Sollevate porte i frontali (Settimana Santa)

– Lauda Jerusalem (Nella casa del Padre)

 

Presentazione dei doni

– Come incenso (Cristo ieri oggi sempre)

– Dalle sue piaghe (O Croce nostra Speranza)

– Del Re i vessilli avanzano / Vexilla Regis (O Croce nostra Speranza)

– Cristo s’è fatto obbediente (Cristo è nostra Pasqua)

– Umiliò se stesso (Chi ci separerà dall’amore di Cristo?)

Comunione

– Padre, se questo calice (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– O Croce fedele (Cristo è nostra Pasqua)

– O Figlio Crocifisso (Settimana Santa)

– O Croce gloriosa (Rep. Naz. Canti Liturgici)

 

Finale

– Il sole tace, splende l’amore (Domeniche di Quaresima/B)

– Beata passione (Settimana Santa)

– Cristo nostro Signore (O Fonte della Luce)

– O Albero glorioso (A. Ortolano)

– Ti seguirò (Rep. Naz. Canti Liturgici)

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Tempo di preghiera

La preghiera è un cammino che ci porta verso Dio. E' un percorso impegnativo che, a volte, sembra essere superiore alle nostre forze e capacità. Ma con il Suo aiuto possiamo cercare di intraprendere questo viaggio con il sostegno della Chiesa, coi suoi Sacramenti e con i nostri fratelli. Buona preghiera.

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