XII Domenica T.O – Anno C

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XII Domenica T.O – Anno C

 

LETTURE: Zc 12,10-11; 13,1; Sal 62; Gal 3,26-29; Lc 9,18-24


Indicazioni Liturgiche

La Liturgia di questa Domenica ci pone di fronte alla per­sona e al mistero di Cristo come Messia sofferente: «Ma voi,chi dite che io sia?». Se Gesù è veramente colui che deve venire, il messia nel quale si concentrano tutte le speranze e le attese di liberazione di Israele, quale contrasto sorge fra la sovrana maestà di un messia trionfatore e l’abbassamento nel quale lo immergono la sua vita e la sua morte, l’umiliazione della croce? In questo contrasto sta la prova della fede: proprio in veste di “crocifisso”, di “trafitto”, Gesù compie la sua missione e il suo essere “Cristo” (unto-messia). È un evento paradossale: credere che l’uomo morto sulla croce, che ha rinunciato ad ogni potere “mondano”, che non ha mandato altri a morire per lui ma è andato lui stesso incontro alla morte per gli altri, che ha fatto completo fallimento, tanto che anche le sue vesti sono tirate a sorte; credere tutto questo sembra smentire le profezie che vedevano nel Messia il restauratore della gloria della casa di Davide. Ma appunto in questa situazione e in questo atteggiamento, Gesù di Nazareth è diventato il “Cristo”, il signore e salvatore dell’universo.

Celebrare l’Eucaristia significa proclamare la morte del Signore fino al suo ritorno. Il sacrificio della croce – vittoria dell’amore sull’odio – è reso attuale nella Liturgia Eucaristica. Con la partecipazione al Pane e alla Parola ogni fedele è confermato in quel legame a Cristo che gli dà la possibilità di entrare sempre più profondamente nell’obbedienza del Giusto perseguitato, nell’obbedienza dell’amore senza condizioni. Ma il cri­stiano sa quanto il peccato ostacola, in lui e negli altri, questa via di obbedienza nell’amore e perciò supplica di esserne liberato. La partecipazione all’Eucaristia fa sì che il cristiano sia vittorioso sul male non soltanto per effetto della grazia interiore prodotta dall’Eucaristia, ma anche per effetto dei legami di fraternità che l’Euca­ristia stabilisce. In ogni Eucaristia è in atto un piano di cattolicità e bisogna che questo sia evidente nella stessa assemblea. Quando fratelli di tutte le razze e di tutte le classi sociali si ritrovano per la medesima Eucaristia e comunicano fraternamente partecipando all’unico banchetto, la vittoria definitiva dell’amore sull’odio è loro do­nata come per anticipazione. Questi stessi cristiani, forti di tale espe­rienza fraterna, sparsi in mezzo agli uomini, condurranno con chiarezza e con forza il combattimento contro le forze del peccato.

Si faccia la processione d’ingresso con la croce, meglio se il nudo legno o con un Cristo regale.

 

 

PROPOSTA CANTI


Introito

– Cantico d’Isaia (Non di solo pane)

– Cristo Gesù, Salvatore (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Chi mi seguirà (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Cristo vivente (Rep. Naz. Canti Liturgici)

 

Presentazione dei doni

– Come incenso (Cristo ieri oggi sempre)

– Fa’ splendere la fede (A. Ortolano)

– Rediamo grazie a te (Vieni Soffio di Dio)

 

Comunione

– Il Signore è il mio pastore (Benedici il Signore)

– Rallegriamoci ed esultiamo (Pane di vita nuova)

– O Dio tu sei il mio Dio(Tu sarai profeta)

 

Finale

– Ti seguirò (Benedici il Signore)

– Insegnami la strada (Tempo di grazia)

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Tempo di preghiera

La preghiera è un cammino che ci porta verso Dio. E' un percorso impegnativo che, a volte, sembra essere superiore alle nostre forze e capacità. Ma con il Suo aiuto possiamo cercare di intraprendere questo viaggio con il sostegno della Chiesa, coi suoi Sacramenti e con i nostri fratelli. Buona preghiera.

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