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VI Domenica di Pasqua – Anno C

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VI Domenica di Pasqua – Anno C

 

LETTURE: At 15, 1-2. 22-29; Sal 66; Ap 21, 10-14. 22-23; Gv 14, 23-29

 

Indicazioni Liturgiche

Avviandoci verso la solennità dell’Ascensione, la Liturgia richiama un atteggiamento indispensabile da assumere e il frutto conseguente da assaporare. Bisogna anzitutto fare memoria dell’evento della salvezza. Lungo tutto il Vangelo di Giovanni, alcune parole vengono ripetute con insistenza.
Questa Pasqua dei discorsi di congedo 
presenta diversi di questi termini:
 amare, osservare, Parola, Spirito. In questo brano appare anche un verbo che l’evangelista usa soltanto questa volta: ricordare: «Lo Spinto Santo vi ricorderà tutto ciò che Io vi ho detto».
Lo Spirito porta alla memoria la parola di Gesù. Il Vangelo di Giovanni approfitta degli ultimi momenti di Gesù per esortare alla memoria, non come rituale da ripetere, ma come risonanza di tutto quello che si è ascoltato; non come iniziativa dei discepoli, ma dello Spirito.
Osservare e fare memoria sono termini che rimandano all’atteggiamento di vigilare affinché qualcosa non si perda. «Se uno mi ama, osserverà la mia Parola». «Se uno osserva la mia Parola, non vedrà mai la morte». Chi fa memoria, non vedrà mai la morte. Curiosa funzione della memoria! Di solito, quando qualcuno muore, diciamo che continua a vivere nella memoria dei suoi. Gesù amplia la funzione della memoria: «Se uno osserva la mia Parola, non vedrà mai la morte». Colui che ricorda la Parola vive nell’oggi, non nel passato. La memoria è esaltazione della vita nel presente. Ricordare la Parola è non morire.

Il celebrante nella preghiera al rito della pace ripropone le parole del Vangelo di questa Domenica: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace». Si inviti l’assemblea a vivere con intensità di partecipazione questo gesto che non deve ridursi ad un convenevole più o meno sentito, ma deve esprimere profondamente il bisogno della reciproca fraternità. La pace richiama la necessità di fare comunione tra i partecipanti all’assemblea liturgica prima di accogliere il Signore. È un gesto impegnativo, perché anche se fatto con pochi, i vicini, idealmente abbraccia i lontani, tutti, e chiede d’essere vissuto nel quotidiano. Il gesto potrebbe essere oggi accompagnato da un canto appropriato, facendo attenzione a non sovrapporre ad esso la “fractio panis”, che deve essere unita al canto delle litanie dell’Agnello immolato. Per cui, senza alcuna fretta, dopo che si è completato lo scambio della pace ed il canto, segue la frazione del pane. Naturalmente questo “accorgimento” non vale solo per oggi, ma sempre, per ogni Eucaristia.

 

PROPOSTA CANTI

 

Introito

– Con voce di giubilo (Eucaristia sul mondo)

– Chiesa del Risorto  (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Esulta il cielo (Esulta i cielo)

 

Aspersione:

– Io vi aspergerò (Domeniche di Quaresima/B)

– Ecco l’acqua che dona la vita (Veglia pasquale)

– O Fonte di vita (Pasqua)

 

Presentazione dei doni

– O Spirito di Dio (Pentecoste)

– Effonderò il mio spirito (Benedici il Signore)

 

Comunione

– Ci ha riscattati (G. Liberto)

– La dimora di Dio tra gli uomini (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Come unico pane (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Invitati alla tua mensa (Nella luce del Risorto)

 

Finale

– Pace sia, pace a voi (Come fuoco vivo)

– Ti lodino i popoli, Dio (Alleluia, è risorto)

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Tempo di preghiera

La preghiera è un cammino che ci porta verso Dio. E' un percorso impegnativo che, a volte, sembra essere superiore alle nostre forze e capacità. Ma con il Suo aiuto possiamo cercare di intraprendere questo viaggio con il sostegno della Chiesa, coi suoi Sacramenti e con i nostri fratelli. Buona preghiera.

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