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IV Domenica di Quaresima – Anno C

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IV Domenica di Quaresima – Anno C

 

LETTURE: Gs 5,91.10-12; Sal 33; 2 Cor 5,17-21; Lc 15,1-3.11-32

 

Indicazioni Liturgiche

Un grido di gioia apre questa Domenica: “Rallegratevi, esultate, gioite” (antifona d’ingresso; colletta): Gioia e letizia perché la salvezza è vicina, perché nonostante i ripetuti tradimenti, Dio non abbandona il suo popolo (Preghiera Eucaristica della Riconciliazione I). La Quarta Domenica di Quaresima segna il “centro” del cammino penitenziale in preparazione alla Pasqua; la tradizione della Chiesa l’ha denominata “Laetare”, dalla prima parola latina dell’antifona d’ingresso, che è un invito alla gioia. Si possono adoperare oggi i paramenti rosacei e porre presso l’altare un sobrio addobbo floreale.

La straordinaria bellezza della parabola evangelica del Padre misericordioso attira oggi tutta l’attenzione. Al centro sta il padre “disarmato e disarmante”, mediante il quale Gesù ci trasmette una limpida immagine di come egli pensi Dio, il Padre, e di come vuole che noi lo pensiamo. Ma non dobbiamo trascurare che c’è una seconda figura, quella del figlio e fratello maggiore, che rappresenta il punctum comparationis della parabola, il luogo dove andar a cercare il cuore del messaggio che Gesù vuole trasmettere. Dio è un Padre misericordioso, ma proprio per questo vuole che siamo fratelli misericordiosi tra di noi. Chi, anche per motivi umanamente comprensibili, prende occasione dagli sbagli del fratello per tagliare la solidarietà con lui (il figlio maggiore non dice: «Questo mio fratello», ma: «questo tuo figlio»), si trova a sua volta tagliato fuori dalla comunione con il Padre. Non è in gioco soltanto la relazione individuale con Dio, ma anche la relazione fraterna tra di noi.

L’offerta di Dio, che la Quaresima richiama ogni volta, è la ricon­ciliazione: si tratta di una vera trasformazione interiore e non solo di una formalità esteriore provvisoria, si tratta di un cambiamento profondo den­tro di noi e non di un semplice aggiustamento momentaneo. Per questo occorre energia nuova, che possiamo solo invocare. E, in quanto cristiani, siamo chiamati a portare nel mondo l’energia riconciliante, in un mondo pieno di forze disgreganti e di contraddizioni mortificanti.

Tutta la celebrazione deve essere segnata dal clima di festa: il canto capace di esprimere la gioia del cuore; l’altare ornato come mensa accogliente e significativa; lo scambio di pace vissuto come vero segno di riconciliazione di fronte a Dio e alla comunità.

 

PROPOSTA CANTI

Introito

– Rallegrati, Gerusalemme (Domeniche di Quaresima/B)

– Cantico d’Isaia (Non di solo pane)

– Apri le tue braccia (Rep. Naz. Canti Liturgici)

 

Aspersione:

– Io vi aspergerò (Domeniche di Quaresima/B)

– Purificami, o Signore (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Con acqua pura (Parla Signore)

 

Presentazione dei doni

– Padre, voglio ritornare da te (Parla Signore)

– Ora vengo da te (Chiesa. Incontro di amici)

 Se tu mi accogli (Rep. Naz. Canti Liturgici)

 

Comunione

– Padre, ho peccato (O Croce nostra speranza)

– Un tempo di grazia (Domeniche di Quaresima/B

– Gustate e vedete (G. Liberto)

 

Finale

– Attende, Domine (Rep. Naz. Canti Liturgici)

– Guidami (Parla Signore)

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Tempo di preghiera

La preghiera è un cammino che ci porta verso Dio. E' un percorso impegnativo che, a volte, sembra essere superiore alle nostre forze e capacità. Ma con il Suo aiuto possiamo cercare di intraprendere questo viaggio con il sostegno della Chiesa, coi suoi Sacramenti e con i nostri fratelli. Buona preghiera.

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