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Alfie Evans è volato in cielo

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Alfie Evans - Tempo di preghiera

AGGIORNAMENTI

28 Aprile: La battaglia di Alfie è finita alle 2:30. Scrive Tom: “Il mio gladiatore ha deposto lo scudo, si è guadagnato le ali”

26 Aprile: Si profila un accordo fra Thomas e Kate Evans e l’Alder Hey Hospital, anche se al momento non è possibile sapere quale potrebbe essere la soluzione. Lo si ricava dalla dichiarazione scritta rilasciata questa sera da Tom e Kate che chiede per tutti “il ritorno alla vita normale” per consentire ai genitori di Alfie e ai medici dell’ospedale di stabilire un rapporto costruttivo.

25 Aprile, sera: La Corte d’Appello di Londra ha rigettato il ricorso dei genitori del piccolo Alfie Evans contro il rifiuto di autorizzare il trasferimento del bambino da Liverpool a un ospedale italiano. Respinta sia l’argomentazione dell’avvocato di papà Tom, che contestava un giudizio precedente errato, sia quello del legale di mamma Kate, che puntava sulla sopravvivenza inaspettata del bambino nonché sulla cittadinanza italiana concessa ad Alfie per invocare la libertà di circolazione interna all’Ue, di cui il Regno fa ancora parte.

25 Aprile, mattino: 
• Verso le 3 di questa notte c’è stata una crisi respiratoria: non volevano dargli l’ossigeno, ma poi lo hanno fatto;
• L’alimentazione è stata riavviata in maniera graduale: nel corso della notte Thomas si è accorto che gli infermieri ne affievolivano il flusso e l’ha fatta ripristinare. Pare che gli infermieri si siano giustificati dicendo che è stato “un errore”.

25 Aprile ore 7:00: Gli avvocati della famiglia hanno detto alla BBC che oggi pomeriggio ci sarà un’udienza  d’Appello. Tom  e Kate sono sempre più decisi a trasferire Alfie a  Roma, la  Corte Suprema, invece, li ha autorizzati a portarlo a casa o in un hospice. I giudici hanno  respinto le affermazioni di Tom secondo cui suo figlio era “significativamente migliorato” perché ora respira da solo da 20 ore (ha l’ossigeno, non il respiratore).

AGGIORNAMENTO delle 8.30: hanno riattaccato l’ossigeno ad Alfie!!!

Alle 22.17 gli hanno tolto il respiratore. Da allora, Alfie respira.

Durante la notte ci sono stati diversi momenti critici: a un certo punto i genitori gli fanno la respirazione bocca a bocca. E pensare che Tom e Kate hanno l’ossigeno, ma non possono usarlo senza il consenso dell’ospedale Sostanzialmente, comunque, il bambino respira da solo.

Dicevano che Alfie sarebbe morto entro 15 minuti, ma grazie all’astuzia di suo papà Thomas (un gigante di 21 anni!) non gli hanno somministrato il Fentanyl e questo lo ha fatto vivere: Tom ha minacciato una denuncia privata a chi lo avrebbe somministrato e questo li ha fatti desistere.

Alle 5.30 Thomas è uscito dalla stanza e ha detto  che ALFIE CONTINUA A RESPIRARE ED È IDRATATO.

Lui e Kate chiedono preghiere fino alle 9.00 (ora italiana): è allora che potranno rivolgersi nuovamente al giudice. La diplomazia è al lavoro: la speranza rimane accesa!

Giuristi per la Vita ieri sera avevano scritto: «I difensori italiani di Alfie Evans hanno appena depositato un ricorso urgente avanti al Consolato Italiano a Londra, svolgente le funzioni di giudice tutelare per i minori italiani all’estero l’ambasciatore è già stato pre avvertito tramite gli amici dell’associazione Steadfast Onlus che cura i rapporti diplomatici ed ha agevolato l’acquisizione della cittadinanza italiana in capo al piccolo Alfie. Attendiamo che il giudice tutelare ivi adito emetta urgente provvedimento cautelare che disponga rilascio dei passaporti ed ordini l’immediato rimpatrio in Italia del minore presso Roma (Bambin Gesù) o Genova (Gaslini) mediante trasporti su ambulanza / aereo. Riteniamo che qualunque attività di distacco dei supporti vitali, costituirà da ora in avanti un formale illecito nei confronti di un cittadino italiano all’estero, perseguibile in ogni forma».

Il distacco è avvenuto (chi non ha timor di Dio può temere l’ambasciata italiana?!?), ma Alfie non vuole morire.

Forza picolo Alfie! Non mollare!

Vogliamo credere in un miracolo!!!!!!!!

Scrive Simone Pillon: Forse riusciremo a portarci via Alfie. Le decisioni convulse di queste ore, le interrogazioni urgenti, le pressioni, le mozioni e le preghiere di tutti stanno per fare il miracolo.
Il governo del nostro Paese si è deciso a dare la cittadinanza italiana ad Alfie e questo è già un gran bel risultato.
In Europa e nel mondo si deve sapere che esiste un popolo, ed è il nostro, che si fonda sulle radici cattoliche e che non è disposto ad accettare che si uccida un innocente per mano di uno stato quale che sia.
Sappiano tutti i governanti e i giudici della terra che la culla del diritto è ancora disposta ad ospitare bambini inermi perseguitati dal Leviatano.
Continueremo tutte le azioni intraprese, e come già annunciato alla stampa presenteremo una mozione urgente per procedere con le azioni diplomatiche e mettere il bando internazionale su qualsiasi decisione giudiziaria amministrativa o legislativa che sopprima i minori.
Ma una cosa è ormai certa: la politica può fare del bene solo se spinta e sostenuta da un popolo generoso.Giornate come questa confermano, a chi abbia occhi per vedere l’invisibile, che la battaglia vera non si sta combattendo solo nelle cancellerie o nelle corti della corona britannica ma anche e soprattutto con le corone dei rosari di mille e mille uomini e donne.
E allora, se porteremo Alfie in Italia, il merito sarà di ciascuno di voi che state pregando, scrivendo, chiamando, messaggiando.
State tenendo alta in Europa e nel mondo la lanterna della Verità.

Tratto da Notizie PROVITA ONLUS

 

Alfie Evans, un altro bambino che, come un anno fa’ per Charlie Gard, sta per essere ucciso perchè la sua vita non è degna di essere vissuta.

I genitori del piccolo Evans, Thomas e Kate, stanno idealmente continuando la battaglia di battuta dai Gard, genitori di Charlie. Speriamo che questa volta non si arrivi all’uccisione di un altra vittima innocente.

Charlie Gard è stato il “piccolo guerriero”, come lo chiamavano i suoi genitori, la sentinella che ha lanciato l’allarme e ci ha svegliati, mostrandoci che aggirando parlamenti e rappresentanza democratica – in quella che si vanta esserne la patria –  l’eutanasia è entrata silenziosamente e violentemente nella cultura e nella prassi medica e giuridica del Regno Unito, attraverso protocolli cosiddetti terapeutici e sentenze di tribunali, in nome dell’autodeterminazione e del “best interests” delle persone. 

Quanto è accaduto ieri ha dell’incredibile: il padre del piccolo Evans si è recato in ospedale per portare via suo figlio, ma gli è stato impedito. L’ospedale è stato preso d’assedio dalla polizia che ha minacciato il genitore. Subito è scoppiato il putiferio, dentro e fuori dall’ospedale. Oltre la polizia si è riversata in strada tanta gente che sotto le finestre dell’ospedale ha urlato per tutta la notte “Liberate Alfie Evans”.

Chiediamo a tutti di pregare per Alfie, per Thomas e Kate suoi genitori, per i medici dell’ospedale dove è ricoverato, per il giudice che decide della vita o della morte e per tutti quelli che hanno un ruolo fondamentale in tutta questa storia. Perchè non si debba ripetere l’errore fatto con Charlie Gard.

Rivolgiamo la nostra preghiera a San Giuda Taddeo Apostolo, al quale Dio ha dato poteri straordinari specialmente in casi difficili. Chiediamo la sua potente intercessione per Alfie, che illumini il cuore di chi può fermare questo omicidio.

S. Giuda Taddeo - Tempo di preghiera

Preghiera potentissima a S. Giuda Taddeo Apostolo

Triduo S. Giuda Taddeo Apostolo

Novena potentissima S. Giuda Taddeo Apostolo

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Tempo di preghiera

La preghiera è un cammino che ci porta verso Dio. E' un percorso impegnativo che, a volte, sembra essere superiore alle nostre forze e capacità. Ma con il Suo aiuto possiamo cercare di intraprendere questo viaggio con il sostegno della Chiesa, coi suoi Sacramenti e con i nostri fratelli. Buona preghiera.

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